venerdì 21 settembre 2012

Agosto conflentese


Ogni anno ad agosto a Conflenti, in concomitanza con la festa della Madonna della Quercia, si ripete un miracolo: il paese, svegliatosi da un lungo letargo, riprende vitalità e si trasforma. Di colpo sembra voler recuperare il tempo e le cose perse nel lungo inverno. Si respira un'aria nuova in un clima di festa che inebria la gente portandola a vivere in un modo diverso da quello abituale.

E' indubbio che il paese, oggi come ieri, ha una grande funzione catalizzatrice. Si viene dalle varie parti del mondo e, particolarmente tra i ragazzi, sentendosi tutti fratelli, scompaiono le differenze. L'unico elemento che unisce e che conta è la conflentesità. Per un mese, dimenticati i problemi di studi e lavoro, tutti hanno voglia di ubriacarsi di divertimento. I bar e i ristoranti, nessuno escluso, sono stracolmi di gente e per le vie, particolarmente di notte, è uno “struscio” continuo. Ogni notte è una notte bianca. Si creano amicizie nuove, si rinsaldano le vecchie,  nascono amori che possono durare una vita o una sola estate.
Improvvisamente si sprigionano una grande attività e una grande creatività. Tutti dimostrano grande interesse per lo sport, la cultura ecc. ed è una gara continua ad organizzare eventi di ogni tipo. I ritmi di vita cambiano e si procede più velocemente nel fare e nel disfare. Lontani dall'ambiente solito molti dimenticano i loro complessi e le loro paure. Gli stessi ragazzi che per tutto l'anno vivono in paese subiscono delle trasformazioni. Abbandonano l'apatia abituale, mutano comportamenti e atteggiamenti. Poi “ passata la festa, gabbato lo santo”. Tutti ritornano nei luoghi di residenza e riprendono le occupazioni solite. Il paese resta una parentesi piacevole, ma solo una parentesi. E forse proprio per questo tutti lo ricordano con grande nostalgia.

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