mercoledì 9 marzo 2011

rinale - pitale o vaso da notte


'u rinale ( da urinale. Italiano : orinale) era un oggetto che in  forme, dimensioni e materiali diversi si trovava comunemente in tutte le case.
Altri nomi erano 'u pisciaturu e (forse) càntaru. Familiarmente veniva anche chiamato zu Peppe ( Zio Peppe).
Il suo posto abituale era sotto il letto, naturalmente coperto per evitare  che i fetori si diffondessero nella casa e dintorni.






termini correlati: pisciare,
pisciareddra o pisciaredda : membro virile.
pisciazza: orina


espressioni:
si' nu pisciaturu : non vali niente
tenire 'u luttu a ru pisciaturu: non tenere in nessun conto la morte di qualcuno.


Il contenuto del rinale veniva versato, di mattina presto e frettolosamente, nelle vie.
I rischi di una doccia inaspettata erano alti ed in certe ore notturne era preferibile attraversare le vie con ombrello e stivali.Anche una mascherina avrebbe fatto comodo.
Di notte l'oggetto era usato da tutta la famiglia, ma di giorno l'utilizzavano sole le donne. Gli uomini, senza remore, pisciavano un po' dappertutto. Per cacare si recavano in posti adibiti a tale uso, non distanti dal paese. A Conflenti Superiore i più frequentati erano tre: arrieti 'a ghiesa; ' a timpa 'e cani, 'a scinnuta d'u jume. Le visite erano talmente tante che  ognuno di questi luoghi suggeriva l'immagine di un campo minato.
Quando la visita durava più del normale, si ammazzava il tempo avviando una conversazione col vicino di culo.
I ragazzi, da sopra i muriccioli con le gambe divaricate e la pancia spinta in avanti,  si divertivano a fare delle gare  a chi  riuscisse a mandare il getto più in alto o più lontano. Qualche volta si utilizzava l'orina per fare dei disegni geometrici sulla via.

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