sabato 26 settembre 2026

Il ritorno dell'emigrante.

 Da  quando  i conflentesi hanno cominciato  ad emigrare dalla fine dell'Ottocento in poi, ogni anno in agosto, non perdono occasione di tornare al paese. A decine, da paesi vicini e lontani, col treno, in auto, in aereo si sobbarcano ore e ore di viaggio pur di non mancare all'appuntamento.

Rientrano in case vecchie e fatiscenti dove le difficoltà abitative vengono accettate e quindi ignorate.

Che cosa li spinge a questo ritorno? Non certamente  il divertimento. Nei luoghi dove abitualmente vivono le occasioni e i luoghi sono tanti.

Neanche le bellezze artistiche e culturali che al paese sono inesistenti.

La devozione alla Madonna di Visora? Spesso è una devozione a parole. C'è gente che durante il suo soggiorno non entra mai in chiesa.

Difficile capire il motivo. Il paese si ama e basta.  Come dice lo scrittore conflentese Antonio Porchia: "Chi sa perché ama, non ama" L'amore è irrazionale.             


 Inutile spiegarcelo.



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