Da quando i conflentesi hanno cominciato ad emigrare dalla fine dell'Ottocento in poi, ogni anno in agosto, non perdono occasione di tornare al paese. A decine, da paesi vicini e lontani, col treno, in auto, in aereo si sobbarcano ore e ore di viaggio pur di non mancare all'appuntamento.
Rientrano in case vecchie e fatiscenti dove le difficoltà abitative vengono accettate e quindi ignorate.
Che cosa li spinge a questo ritorno? Non certamente il divertimento. Nei luoghi dove abitualmente vivono le occasioni e i luoghi sono tanti.
Neanche le bellezze artistiche e culturali che al paese sono inesistenti.
La devozione alla Madonna di Visora? Spesso è una devozione a parole. C'è gente che durante il suo soggiorno non entra mai in chiesa.
Difficile capire il motivo. Il paese si ama e basta. Come dice lo scrittore conflentese Antonio Porchia: "Chi sa perché ama, non ama" L'amore è irrazionale.
Inutile spiegarcelo.
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