Ha gli occhi, quali stelle, porporine
Le guance; e poi, più giù vi fa vedere
I trentadue gioielli in suo potere
ascosi tra le labbra coralline.
Le braccia, ha modellate e le manine
affusolate, senza alcun difetto.
Avvinto vorrei stare sul suo petto
In un suo abbraccio dolce senza fine...
A Venere somiglia, nulla eccetto,
ed io vorrei morire in contemplare
quella beltà che supera il perfetto
E sulle labbra la vorrei baciare,
perchè m'attira come calamita...
Per un amplesso le darei la vita.
Dante Raso
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