mercoledì 31 agosto 2016

Rosa.


















Ci sono storie che per lungo tempo spariscono dalla nostra mente e che  poi  improvvisamente riappaiono, richiamate alla memoria da fatti diversi.   E' quello ch mi è successo vedendo una foto su facebook pubblicata da Ivana Paola. Ciò che ha fatto scoccare la scintilla è stato il nome del ragazzo (che non conosco) e il suo matronimico: Rusaruzzo e Rosa.
Sono andato indietro negli anni  e mi sono ricordato di  una donna che si chiamava Rosa. Non era conflentese. Era venuta da Gizzeria al seguito di un'altra donna sposata ad un conflentese  e viveva nella famiglia della sua compaesana facendo  lavori di casa  e quelli agricoli nelle proprietà dei   ´˙padroni ˝. Portava il  costume tipico della sua zona ed era una donna molto umile. Parlava poco e lavorava tanto. Era giovane e forse anche bella (sinceramente non ricordo). Parlava un altro dialetto e aveva qualche difficoltà a capire e a farsi capire. Dava l'impressione d'essere e di sentirsi  sola. Senza difese. Facile preda di qualche malintenzionato.  E in effetti qualcuno riuscì a conquistarla (forse convincendola con false promesse, forse con violenza) e la mise incinta. D'allora la sua vita cambiò  completamente. Probabilmente per sua scelta o per decisione dei padroni (allora era un disonore avere un figlio fuori dal matrimonio e importava poco se la donna avesse subito violenza) andò a vivere da sola, pur continuando a lavorare nella stessa famiglia. Rosa portò avanti la sua gravidanza con rassegnazione, dignità e coraggio. Quando nacque il bambino lo allevò con amore e dedizione concedendogli tutto quello che, nelle sue modeste condizioni, poteva dargli. Poi lo crebbe con grande amore e tutti ebbero occasione di osservare con che delicatezza e tenerezza lo curava. Per lei colmava il grande vuoto che aveva avuto sempre intorno a sé. Un rapporto tra madre e figlio raro a vedersi e improntato da grande affettuosità. Un giorno  non so cosa successe, ma la riportarono morta  dalla vigna del padrone. Si parlò di suicidio.  Forse non aveva retto alle tante critiche. Se ne andò in punta di piedi così come aveva vissuto. Fu certamente  vittima di pregiudizi sociali.

Nessun commento: